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Tra tutti i prodotti elettronici, la TV è forse tra quelli più difficili da acquistare: le specifiche non sono semplici da capire, la percezione della qualità è spesso soggettiva, e inoltre viene spesso da chiedersi quanto la qualità della sorgente visualizzata al negozio influisca sulla percezione della qualità complessiva. A questi fattori si aggiungono descrizioni tecniche fuorvianti, ricche di numeri e funzionalità poco significative, modelli identificati da codici difficili da memorizzare, e la difficoltà di trovare venditori con buone competenze tecniche in grado di illustrare le differenze reali tra un modello e l’altro.

Questa guida introduttiva ha l’obiettivo di fornire qualche spunto a chi è interessato all’acquisto di una TV, ma non ha idea su quali fattori basarsi per la scelta del modello in grado di realizzare il compromesso tra esigenze dettate dal budget ed esperienza visiva e funzionale.

Specifiche tecniche di una TV

Quando si decide di acquistare una TV ci si imbatte in dati numerici e sigle di dubbio significato che tendono a confondere il potenziale acquirente per invogliarlo ad acquistare il modello con i “numeri più alti” o accompagnato da diciture accattivanti. E’ il caso della frequenza di refresh ad esempio (100 Hz, 200Hz, 600Hz ecc..) erroneamente preso come dato di riferimento della fluidità delle immagini. Un canale televisivo trasmesso in digitale terrestre si basa infatti su un segnale PAL a 576 linee alternato (288 linee pari e 288 dispari), che si aggiorna con una frequenza di refresh di 50Hz: ovvero, un secondo di video è composto da 25 fotogrammi composti da due semiquadri. Le TV che vantano frequenze di refresh a 100 o 200 Hz, ottengono i fotogrammi aggiuntivi interpolando quelli esistenti, ovvero creandone di nuove che non esistono nella sorgente. Offrono sì una percezione di immagine più fluida (spesso difficilmente apprezzabile), ma allo stesso tempo aumentano il rischio di artefatti e pixel intorno sul bordo degli oggetti visualizzati. Insomma, prendere come riferimento il valore della frequenza di refresh è del tutto inutile se non controproducente.

Lo stesso si può dire del rapporto di contrasto. Rapporti 1000000:1 o addirittura infinito a 1, sono privi di senso perchè non esiste uno standard ben definito nella misura del contrasto. Ma facciamo un passo indietro. Cosa si intende con rapporto di contrasto? E’ la differenza tra l’immagine più scura e quella più luminosa che una TV è in grado di visualizzare, in altre parole la capacità di rappresentare il bianco e il nero come tali. Il problema del rapporto di contrasto nasce dal fatto che i produttori scelgono il metodo Full ON/Full Off nella misura, ovvero quello che permette di misurare valori più elevati, inoltre viene preso come riferimento il contrasto dinamico, non correlato con le caratteristiche del display ma frutto di ottimizzazioni elettroniche.

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Inoltre la misura viene effettuata in ambienti senza fenomeni di riflessione sullo schermo, situazione questa ben lontana dalla realtà.

Insomma, nel mondo delle TV i numeri vengono gonfiati, per cercare di attirare l’utente che cerca qualche appiglio per scegliere un modello piuttosto che un altro, in cerca di numeri da cui ricavare qualche indicazione sulla qualità dell’immagine. In generale, non è possibile avere informazioni sulla qualità dell’immagine a partire dalla descrizione delle caratteristiche tecniche.

Tecnologia: LED o Plasma?

Nell’articolo sulle differenze tra le TV a LED e quelle al plasma abbiamo cercato di circoscrivere tutti pregi e difetti delle due diverse tecnologie. Ma cosa si intende per TV al plasma e TV a LED? Si tratta di due mondi distinti. La prima che si basa sulla stimolazione elettrica di gas nobili, l’altra che invece si riferisce agli schermi LCD con retroilluminazione a LED. Quest’ultima è una tecnologia che rappresenta uno step evolutivo delle “vecchie” TV LCD con retroilluminazione a lampade CCFL.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi delle TV a LED e di quelle al Plasma? In breve le TV a LED offrono generalmente una luminosità più elevata, caratteristica questa che si fa apprezzare se siamo soliti guardare la TV in pieno giorno in punti della casa illuminati da luce solare. In questi casi infatti, un elevata luminosità dello schermo è in grado di compensare la luminosità esterna, aumentando i livelli di contrasto. Altro vantaggio legato alle TV a LED è legato ai bassi consumi energetici, in costante diminuzione nel corso degli anni.

Quali sono invece i vantaggi legati al Plasma? Le TV al plasma vantano a loro favore livelli di nero decisamente più profondi, ovvero un livello di contrasti più elevato delle TV a LED. A questo si aggiunge una gamma di colori più ampia, un angolo di visione maggiore e tempi di risposta (inteso come ritardo tra l’ingresso del segnale video e la risposta dello schermo) più bassi. E’ doveroso però fare qualche ulteriore considerazione. Anzitutto le TV al plasma sono però da prendere in considerazione solo per elevate dimensioni del pannello (maggiore di 40 pollici), a causa delle difficoltà tecnologiche legate alla grandezza dei singoli pixel. Inoltre se è vero che la tecnologia al plasma è quella che garantisce contrasti maggiori, è anche vero che la recente innovazione delle TV a LED, hanno hanno permesso agli schermi LCD di ottenere contrasti e livelli di nero decisamente più elevati, tramite tecniche come il “Local Dimming”, che consiste nel suddividere gli schermi di LCD a LED in zone, controllandole separatamente. Con questa tecnica la luminosità viene controllata in base al colore da visualizzare, tendendo ad una luce più soffusa nelle aree più scure.

Insomma la scelta tra una TV al plasma e una TV a LED non è data solo dalle personali esigenze e preferenze dell’utente, ma è una scelta anche vincolata dal mercato, che offre sempre meno modelli al Plasma.

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Quanto deve essere grande una TV?

Nell’articolo in cui abbiamo parlato delle dimensioni ideali di una TV, ovvero della scelta del numero di pollici, siamo giunti alla conclusione che non esistono dimensioni ideali, ma solo un limite superiore, per evitare che la visione cinematografica diventi troppo dispersiva. Tale limite è quantificato in un angolo di visione di 30 gradi. A quale distanza dalla TV equivalgono 30 gradi? E’ sufficiente dividere la distanza in centimetri per 4,2. Se ad esempio la distanza dalla TV è di 3 metri, basta fare 300cm / 4.2 = 71 pollici. Se invece la distanza è di 2 metri, il limite massimo consigliato è di circa 47 pollici.

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Fissando soltanto un limite superiore diciamo implicitamente che, come facilmente intuibile, maggiori sono le dimensioni della TV, maggiore è qualità dell’esperienza visiva. Questo è ancora più vero in caso siate soliti guardare la TV a luce spenta, per evitare di affaticare la vista focalizzandola su una sorgente luminosa di piccole dimensioni. Insomma, la scelta del numero di pollici è dettata nella maggior parte dei casi dal budget a disposizione, e, al limite, dai gusti estetici nell’arredamento della casa, dove una TV troppo grande, rischia di diventare l’elemento preponderante del soggiorno, se quest’ultimo non è di grandi dimensioni.

Funzionalità “smart” in una TV: servono davvero?

Cos’è una Smart Tv? Con Smart TV si identificano quelle TV che integrano al loro interno funzioni e servizi legati ad internet, e che offrono la possibilità di usufruire di servizi online tipicamente utilizzati con un PC: navigare sul web, controllare la posta o ancora effettuare videochiamate tramite Skype, avere l’accesso ai servizi multimediali, consentire la visione di video in streaming e video on demand, o video di Youtube, e tutte le funzioni associate ai social network o ancora, sincronizzare e collegare tra loro tutti i contenuti digitali presenti nella rete casalinga e dotati del supporto al protocollo DLNA.

Sull’utilità delle funzionalità Smart sono due le considerazioni da fare:
1) Molti utenti di Smart TV utilizzano la propria TV senza connetterla all’ADSL domestica, limitandosi a guardare film o canali televisive, senza scoprirne le numerose potenzialità. Sono infatti in tanti a fare fatica ad abituarsi a questo nuovo modo di concepire ed interagire con la propria TV, attività che spesso risultano più immediate su PC o Tablet.

2) E’ possibile trasformare qualsiasi TV in Smart TV, purchè dotata di uscita HDMI. Sono molti gli accessori esterni come lettori Blu-ray e home-theater, surroundbar, che includono una spiccata propensione ai servizi multimediali, o ancora è possibile utilizzare console come la PS3, per avere accesso alla sezione online con film/video e altri contenuti multimediali accessibili tramite il web.

Possiamo quindi rinunciare alle funzionalità Smart? Si, ma il prezzo da pagare è la qualità visiva. La risposta è che purtroppo la qualità visiva di una Smart TV è (spesso) superiore a quella di una TV senza servizi multimediali, una politica commerciale volta a costringere l’utente a pagare il surplus per le funzioni “Smart”. In un mondo perfetto, sarebbero disponibili modelli equivalenti che differiscono solo nella dotazione delle funzionalità multimediali, con una differenza di prezzo di 50-100 euro, ma non è quello che accade nella realtà, dove i nuovi modelli sono per la maggioranza Smart TV (e spesso includono anche il 3D).

Gesture e comandi vocali

Samsung, con la funzionalità SMART Interaction, ha introdotto prima di tutti, una nuova forma di interazione con la propria TV, capace di eseguire comandi ricevuti con gesti, voce e riconoscimento facciale. E’ possibile accendere o spegnere la TV pronunciando “Ciao Smart TV”, o regolare il volume con “Volume su, Volume giù”, o ancora è possibile cambiare canale, regolare il volume o interagire con molte funzionalità “Smart” attraverso gesti della mano, o accedere ad un determinato profilo tramite il riconoscimento facciale. E’ certamente suggestivo, in grado di sorprendere chi non hai mai visto queste funzionalità, ma rivestono un ruolo marginale nella scelta della TV. Difficile farne un utilizzo quotidiano: a vincere è il classico telecomando.

TV 3D o non 3D?

Dopo un iniziale fase di perplessità generale, il 3D sta conquistando pian piano un buon numero di estimatori, soprattutto per la grande spinta mediatica dei produttori di TV, che hanno investito ingenti somme in pubblicità negli ultimi anni. L’effetto di profondità è ottenuto facendo vedere due immagini diverse all’occhio destro e all’occhio sinistro, che combinate ingannano l’occhio umano creando immagini su piani apparentemente diversi.

Quali sono le differenze tra 3D attivo e passivo? Senza entrare nel dettaglio, entrambi hanno bisogno di appositi occhiali. Quelli per il 3D attivo richiedono l’alimentazione (batteria) e creano l’effetto 3D interagendo con la TV, mentre quelli per il 3D passivo non richiedono la batteria. Il vantaggio degli occhiali per il 3D passivo è che, oltre ad essere più leggeri sono anche più economici. Il prezzo degli occhiali 3D parte da un minimo di 30 euro per quelli più economici, a cui però bisogna aggiungere la spesa per la sostituzione delle batterie.

Ma a livello qualitativo, quale tra le due tecnologie si comporta meglio? Difficile fare considerazioni generali, ma di certo uno svantaggio legato al 3D passivo è la riduzione di risoluzione percepita. Ogni occhio vede infatti la metà dei pixel effettivi, dando luogo ad una risoluzione verticale dimezzata (540 pixel invece di 1080), carenza questa non percepibile ad una distanza superiore a 2 metri dallo schermo della TV. Al contrario del 3D attivo però, sono assenti effetti Flicker, offrendo una visione confortevole che meglio si adatta ad un utilizzo prolungato. Inoltre anche la luminosità è più elevata. La tecnologia 3D attiva infatti tende a rendere le immagini più scure, dato che le lenti bloccano una buona quantità di luce.

La scelta di una tecnologia o l’altra dipende dal produttore: le TV 3D realizzate da Samsung, Sony e Panasonic sono solo 3D di tipo attivo, Philips impiega tecnologie diverse su modelli diversi, mentre LG è più orientata verso il 3D passivo. Il consiglio qui prima di acquistare una TV con tecnologia 3D, è quello di provarlo ed escludere l’eventualità di fastidi alla vista o sensazioni di nausea, soprattutto con le TV 3D attive.

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LED: Full o Edge?

Il mercato è dominato dalle TV LCD retroilluminate a LED. Ma la retroilluminazione a LED è di tipologie diverse, a seconda della distribuzione dei gruppi di LED. Le TV a LED Full-array (TV Full LED), sono quelle con il pannello LCD illuminato da una fitta griglia di LED, soluzione questa che permette di ottenere un’illuminazione omogenea. In combinazione con il Local Dimming, di cui abbiamo parlato in precedenza, consentono un elevato rapporto di contrasto e livelli di nero decisamente profondi. Lo svantaggio è in uno spesso più accentuato.

La retroilluminazione Edge (TV Edge LED) è una soluzione più economica e utilizzata dalla stragrande maggioranza delle TV in commercio. Nelle TV Edge LED, i gruppi di LED sono distribuiti lungo i due lati lunghi o lungo tutti i lati del pannello, e soffrono di un’illuminazione dei bordi in maniera più accentuata lungo i bordi, che peggiora il rapporto di contrasto nelle zone meno illuminate, ma consentono uno spessore più ridotto.

Sono le TV Full LED con il Local Dimming a garantire la migliore esperienza visiva, ma sono molti i produttori che preferiscono puntare maggiormente sull’ Edge LED, limitando il Full LEd solo nei modelli Top di gamma (es. gamma Nanoled LG).

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Risoluzione 4K

Aggiornamento del 15 Marzo 2015 a cura di Federico Marcangeli
tv 4k

Un altro parametro importante per la scelta di una TV è la risoluzione. Ormai, da qualche anno, il Full HD (1920 per 1080 pixel) è diventato lo standard, vista la sua ottima qualità dell’immagine e la discesa dei prezzi al consumo. Però, come ben sapete, il mercato tecnologico è sempre in fermento e quindi anche questa tecnologia è stata “superata” con l’avvento della risoluzione 4K.

Il 4K (anche noto come Ultra HD) non è altro che una risoluzione in cui il “lato lungo” del display si avvale di circa 4000 pixel. La risoluzione precisa può poi variare a seconda della destinazione d’uso dell’immagine (ad esempio film o ambito informatico) ma, per quel che ci interessa a noi (ambito TV), lo standard è di: 3840 per 2160 pixel. Infatti i produttori di televisori si sono orientati verso questo standard, per ragioni che non andremo a discutere in questa sede.

Quel che ci preme analizzare è l’effettiva utilità di questa tipologia di TV (comprendendo i pro ed i contro), dandovi così gli strumenti per decidere se acquistarne una o orientarvi sui classici Full-HD. Partiamo da un punto chiave: il costo. Prima di addentrarvi nel “fantastico mondo dei 4K”, dovrete mettere in conto che il primo contro di questi TV è, probabilmente, il più importante. Infatti il costo di questi apparecchi è sensibilmente più alto rispetto alle versioni Full-HD, sebbene la maggior parte di componenti sia condivisa tra i due standard (strutture e gran parte dei componenti elettronici). In termini pratici, prendendo in considerazione il brand Sony (per comodità), la differenza di costo tra due TV con eguali caratteristiche, una 4K ed una FHD, è di oltre il 70% (in media).

Il secondo “contro” di questa tipologia di TV è che non è realmente apprezzabile dall’occhio umano, se non a distanza ravvicinata. Infatti, per godere appieno di questa risoluzione, bisognerebbe sedere ad una distanza molto ridotta dal pannello (più è piccolo lo schermo e più da vicino bisognerebbe osservarlo). Anche qui un esempio concreto può aiutare a capire. Per massimizzare i benefici di una TV 4K da 50″, occorrerebbe sedersi a meno di un metro e mezzo dalla stessa. Quindi, per sfruttare decentemente (non al massimo) uno schermo di questo tipo in un salotto (quindi con distanze ragionevoli dallo stesso), bisognerebbe dotarsi di uno da 60″-70″.

Un altro problema reale (soprattutto in Italia) è la scarsa presenza di contenuti in UHD. Anche questo non può essere sottovalutato. Nel nostro paese nessuna TV generalista trasmette in 4K ed anche le Pay-per-view non si sono ancora attrezzate. Per queste seconde l’upgrade sarà ancora più difficile, visto che gli attuali decoder (sia di Sky che di Mediaset Premium) non supportano questa risoluzione e non sono ancora previste modifiche per l’anno in corso. Attualmente le uniche soluzioni per questi contenuti sono: lettori Blu Ray 4K o streaming online.

Poco noto, ma presente, è invece il problema del “input lag“. Questo termine denota una latenza nell’acquisizione dell’immagine da fonti esterne, causata, in queste TV, dalla necessità di upscaling delle immagini con risoluzioni inferiori al 4K. Detto in parole più semplici, visto che le immagini in ingresso (da console, decoder o altro) hanno meno pixel del televisore, lo stesso dovrà “stirarle” per riempire lo schermo. Questa “procedura” fa si che ci sia un ritardo nella loro riproduzione (tra la fonte e la TV), compreso tra i 40ms ed i 100ms (un decimo di secondo). Questo lag può sembrare un’inezia (e lo è per la visione di un film per esempio), ma non lo è (se troppo accentuato) quando si gioca a titoli da console, in cui l’utente si aspetta una risposta immediata al comando.

I vantaggi li abbiamo lasciati alla fine, perché sono più intuitivi rispetto agli svantaggi. In primo luogo, su TV di grandi dimensioni, questa risoluzione può essere apprezzabile. Se inoltre avete a disposizione dei contenuti in UHD, siamo certi che potrete godere dell’alta densità i pixel per pollice.

Un altro vantaggio è sicuramente quello della longevità. Acquistando un televisore con tale risoluzione, sarete già pronti ai prossimi “salti generazionali”, avendo a disposizione uno strumento per fruire dei futuri contenuti che, sicuramente, arriveranno in quantità maggiori.

Per riassumere quanto detto fin qui, consigliamo una TV 4K (o UHD) a tutti quegli utenti che, oltre ad avere un budget ingente, hanno intenzione di orientarsi su schermi di dimensioni considerevoli e possiedono (o vogliono acquistare) accessori per la fruizione di contenuti 4K (lettori blu ray o connessione molto veloce per i contenuti online).

Display Curvi

display-curvo

Associare il concetto di “schermo curvo” a quello della risoluzione 4K è un errore abbastanza comune nel consumatore medio. Infatti, i display curvi sono tutti quei pannelli con una curvatura più o meno accentuata e questo è totalmente indipendente dalla risoluzione del pannello. Per questo le considerazione che faremo in questa parte saranno generiche e non riguarderanno nello specifico i display FHD o UHD.

Come sempre, il “contro” principale delle nuove tecnologie è il prezzo. Questo purtroppo rimane un ostacolo che difficilmente si supera (almeno per i primi tempi). Il costo di questi TV è sensibilmente più alto rispetto a prodotti di pari caratteristiche “piatti”, anche se in questo caso è giustificato dall’utilizzo di nuove tecnologie produttive e di nuovi pannelli.

Il secondo punto chiave è il “punto di vista”. Infatti, su questo tipo di televisori, l’aspetto chiave dell’analisi è la posizione dello spettatore rispetto allo schermo. Questo genere di tecnologia è stata infatti sviluppata per offrire allo spettatore una migliore sensazione di immersione nell’immagine, grazie ad un miglior riempimento del campo visivo ed all’effetto definito 2.5 D, che sembra portare “in rilievo” quel che si sta vedendo. E’ facile intuire che, se la nostra visione è totalmente occupata dall’immagine (senza quindi vedere bordi o elementi esterni), ne deriverà un effetto di maggior coinvolgimento. La curvatura incide anche sull’effetto “estrusione” di quel che vediamo. Un altro aspetto chiave è quello della sensazione di maggior estensione dell’immagine, data dalla curvatura (l’immagine sembra più grande perché è più vicina allo spettatore ai due lati).

Questi aspetti sono veri dal punto di vista teorico, ma in pratica possono non rivelarsi veri se la distanza dal televisore è troppo grande. Come avviene per le risoluzioni 4K, più ci si allontana dal pannello e più gli effetti citati svaniscono, visto che il campo visivo va a includere ulteriori oggetti (oltre all’immagine trasmessa) e la curvatura appare meno accentuata. Questo vuol dire che, per apprezzare tali benefici, dovreste o trovarvi molto vicino (circa 2 metri per un 55″) oppure avere uno schermo molto grande.

La seconda distinzione di “punti di vista” riguarda il miglioramento della qualità dell’immagine, grazie ad un miglior angolo di visione. Vista la particolare conformazione di questi pannelli, è vero che chi si trova in posizione “perfettamente frontale” ha dei benefici in termini di qualità della visione (rispetto ai classici “piatti”), ma è altrettanto vero che la qualità scende per tutti quelli seduti in posizioni differenti, che subiranno una “distorsione” maggiore  rispetto al solito.

Un ultimo aspetto da considerare è il design. E’ vero che molti lo considerano quale punto secondario, ma è anche vero che, essendo la TV un elemento di così grande rilievo nell’arredo domestico, deve essere valutato. Personalmente ritengo questi oggetti nettamente più curati e gradevoli rispetto a quelli standard, poiché donano un tocco differente e di sicuro interesse.